LA PAROLA DEI PADRI

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MERCOLEDI’ DELLE CENERI

“Dice la Scrittura: Chi si potrà vantare di avere un cuore puro o di essere privo di peccato? (Pr 20,9). Ciascuno comprenda di avere bisogno del perdono dei peccati e della medicina del rinnovamento. Ma in quale momento è più opportuno ricorrere alle cure di Dio se non quando, in conformità al ciclo liturgico, vengono rievocati i misteri stessi della nostra salvezza? E’ per celebrarli nella maniera più degna che dobbiamo prepararci con i quaranta giorni di digiuno così salutari per noi. Questo mezzo di santificazione utile e necessario lo adottano non soltanto quelli che, grazie al mistero della morte di Cristo e della sua risurrezione, si apprestano ad entrare in una nuova vita mediante la rinascita battesimale, ma anche tutti quelli che già sono rinati: i primi, per ricevere ciò che ancora non possiedono; i secondi, per custodire quello che hanno ricevuto. Dice l’Apostolo: Chi sta in piedi guardi di non cadere (1Cor 10,12); nessuno è sostenuto da una fermezza tanto grande da potersi sentire sicuro della propria stabilità. Perciò, amatissimi, approfittiamo della veneranda istituzione di un tempo tanto salutare e con più attenta cura rendiamo terso lo specchio del nostro cuore…

Cerchiamo rifugio, dunque, nell’onnipresente misericordia di Dio e, per poter celebrare degnamente la santa Pasqua del Signore, ciascuno renda santo il proprio cuore.La violenza si tramuti in mitezza, l’ira in mansuetudine, tutti si perdonino a vicenda le proprie colpe e non pretenda vendetta chi è mendicante di perdono. Quando diciamo infatti: Perdona a noi le nostre colpe, come anche noi le perdoniamo ai nostri debitori (Mt 6,12), ci leghiamo con vincoli pesantissimi se non adempiamo ciò che proclamiamo. Perciò, se il patto contenuto in questa preghiera non è stato osservato in tutte le sue clausole, per lo meno ora ciascuno esamini la propria coscienza e, perdonando le colpe degli altri, ottenga il perdono dei suoi peccati. E poiché il Signore dice: Se perdonerete agli uomini i loro peccati, anche il Padre vostro che è nei cieli li perdonerà a voi (Mt 6, 14), per ciascuno non è lontano ciò che chiede, poiché è dalla bontà di colui che supplica che dipende la sentenza del giudice. (Leone Magno, Discorsi 30, 3-4)

(a cura di don G: Romeo Bruno)

 

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