Giorno della Memoria – Triangolo Rosso – don Paolo Liggeri

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Nel gennaio del 1935, a Milano, era stato ordinato sacerdote nella Compagnia di San Paolo . Nel settembre del ’43, dopo i bombardamenti che avevano colpito il capoluogo lombardo, don Liggeri organizza, in via Mercalli, un centro di assistenza sociale chiamato “La casa”.

Don Paolo non si limita ad assistere coloro che avevano avuto distrutta la propria abitazione; a poco a poco si aggiunge anche l’ospitalità offerta ai perseguitati politici e razziali e, in collegamento con Radio Vaticana, la registrazione e l’inoltro di messaggi ai familiari di militari prigionieri o dispersi.

È stato calcolato che da “La casa” siano stati trasmessi (fungeva da antenna della trasmittente clandestina un filo che pendeva da un parafulmine), oltre 172.000 messaggi. Il 24 marzo don Liggeri finisce nelle mani dei fascisti e per lui, dopo una sosta nel carcere di San Vittore, comincia la trafila campo di Fossoli, campo di Bolzano,  lager di Mauthausen, di Gusen, di nuovo di Mauthausen e, infine, lager di Dachau.

Liberato dalle truppe americane il 29 aprile 1945, il sacerdote torna in Italia e riprende la sua opera a “La casa”.  Al tempo stesso pensa alla creazione di quello che, nel 1948, diventerà il primo Consultorio familiare prematrimoniale e matrimoniale costituito in Italia. don Liggeri scrisse un libro sulla sua esperienza di deportato.

Triangolo rosso. Dalle carceri di San Vittore ai campi di concentramento e di eliminazione di Fossoli, Bolzano, Mauthausen, Gusen, Dachau. Marzo 1944 – maggio 1945, pubblicato dall’Istituto “La casa” in diverse edizioni.