EPIFANIA DEL SIGNORE

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L’apparizione di una stella, compresa fin dall’inizio dai Magi, evoca l’idea che i pagani non debbono interporre indugi nel credere in Cristo, né gli uomini allontanati dalla conoscenza di Dio dalle loro convinzioni derivate dalla scienza, stentare a riconoscere la luce che immantinente è apparsa alla sua nascita. in effetti, l’offerta dei doni ha espresso l’essere di Cristo in tutto il suo significato, riconoscendo il re  nell’oro, Dio nell’incenso, l’uomo nella mirra. E con la venerazione dei Magi si realizza pienamente la conoscenza dell’insieme del mistero: della morte nell’uomo, della risurrezione in Dio, del potere di giudicare nel re. Nel fatto, poi, che sono impediti di ritornare sui ,oro passi e di tornare in Giudea da Erode, vi è l’idea che noi non siamo liberi di attingere in Giudea la nostra scienza e la nostra conoscenza, ma che siamo invitati ad abbandonare la via della nostra vita anteriore collocando tutta la nostra salvezza e tutta la  nostra speranza in Cristo. (Ilario di Poiters, Commento a Matteo, 1, 5)