CONVERSIONE DI SAN PAOLO

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La vocazione sulla via di Damasco portò Paolo proprio a questo: a fare di Cristo il centro della sua vita, lasciando tutto per la sublimità della conoscenza di lui e del suo mistero d’amore, e impegnandosi poi ad annunciarlo a tutti, specialmente ai pagani <a gloria del suo nome> (Rm 1, 5)” (Benedetto XVI, Omelia 25/4/05).

Per rispondere alla chiamata di Dio e mettersi in cammino, non è necessario essere già perfetti…La fragilità e i limiti umani non rappresentano un ostacolo, a condizione che contribuiscano a renderci sempre più consapevoli del fatto che abbiamo bisogno della grazia redentrice di Cristo. E’ questa l’esperienza di San Paolo. Alla sua preghiera di essere liberato dagli schiaffi di satana riceve la risposta: <ti basta la mia grazia: la mia potenza infatti si rivela pienamente nella debolezza>. Paolo, accettando questa decisione del Signore, dice: <Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo> (2Cor 12, 7.9). Vantarsi delle debolezze significa accettare volentieri, di cuore, la propria situazione di debolezza: i limiti delle proprie forze, le sofferenze, sapendosi così vicini al Signore, vivendo fiduciosi nella sua potenza, nonostante le nostre debolezze.” (Benedetto XVI, Messaggio 5/3/06)